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Messa in si minore

 

Da John Bertalot, "Spirituality and Symbolism in the Music of J.S. Bach", in: Organists’ Review, Novembre 2000.

 

   Nonostante la Messa in si min. sia stata composta lungo l’arco di diversi anni, ci sono chiari segnali del fatto che il compositore considerasse l’opera come un insieme unitario. Bach adattò una parte del materiale traendola da lavori precedenti; la Messa può essere pertanto vista come una summa di tutti gli stili da lui utilizzati nel corso della sua vita. È una prova del suo genio il fatto che egli abbia saputo creare una composizione così coerente partendo da tanti stili e fonti differenti.

   È inoltre indice di grande abilità, a mio avviso, il fatto che egli fosse in grado ancora una volta, come nel caso della Fuga in mib, di scrivere interi movimenti dalla lunghezza predeterminata. Anche la Messa in si minore infatti, se considerata nella sua interezza, indica come Bach si identificasse nel messaggio cristiano da lui posto in musica.

  Il Kyrie iniziale si compone di due parti contrastanti, la prima della durata di sole 4 battute. Dopo la drammatica apertura Bach compone le rimanenti 122 battute in uno stile polifonico tradizionale.

  Il Christe eleison, per due soprani, dura 85 battute o, per essere esatti, 84,75, poiché l’ultima misura occupa soltanto tre tactus. Il secondo Kyrie, per coro a quattro voci, si estende per 59 battute.

   Omettendo le prime quattro battute di introduzione, questi tre movimenti sono tra di loro proporzionali:

 

122                    84,75

____       =       ______

84,75                   59

 

Il risultato delle due frazioni è rispettivamente 1,439 e 1,436 o, fermandosi al primo decimale, 1,4 (14=BACH). Questo potrebbe essere una coincidenza, se Bach non avesse applicato il procedimento anche in altre occasioni. E naturalmente, lo fece!

 

Nella Clavierübung III egli compose due versioni del corale Aus tiefer Noth schrei’ ich zu dir (Dal profondo a te grido, Signore). Escludendo le battute del ritornello, la prima è lunga 55 misure e la seconda 75 (al lettore non sfuggirà l’interesse di questi due numeri!). Ma conteggiando i ritornelli, il primo corale comprende 75 battute ed il secondo 102. Attratto dalla coincidenza del 75 ripetuto, verificai l’eventualità di una proporzione. Ed infatti:

 

  75                     84,75

______     =     _______

 

  55                       59

 

Il risultato è in entrambi i casi esattamente 1,36 e 1,36, o approssimando in eccesso, 1,4 !

 

Ma tornando alla Messa in si min. :

Il numero di battute del Kyrie-Christe-Kyrie è 4 + 122 + 85 + 59 = 270. I fattori di 270 sono, ovviamente, 3 x 3 x 3 x 10, numero inequivocabilmente trinitario. 

Il Gloria consta di 770 misure (770 = 14 x 55).

 Il Credo inizia con due cori sullo stesso testo, della durata rispettiva di 45 e 84 battute, per un totale di 129. I Fattori di 129 sono 43 x 3. Perché 43? Perché secondo la numerologia alfabetica C+R+E+D+O = 3+17+5+4+14 = 43. Forse Bach stava dicendo “Credo in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo”.

Questo potrebbe essere una coincidenza se egli, nel Credo, non avesse composto un’altra coppia di movimenti a loro volta formati da 129 battute. Effettivamente, i due tempi successivi, Et in unum Dominum e Et incarnatus est, durano rispettivamente 80 e 49 misure.

Se non siete ancora convinti, contate quante volte la parola Credo appare nel primo movimento: 43, naturalmente. E se foste ancora alla ricerca di prove,  contate il numero di note dell’entrata finale del pedale nella fuga sul Credo (“Wir glauben…”) dalla Clavierübung III : 43, naturalmente!

Il basso ostinato del Crucifixus si ripete per 13 volte, tradizionalmente il numero della sfortuna. L’aria del basso, Et in Spiritum Sanctum, come la terza parte della Fuga in mib è in tempo ternario con alterazioni “trinitarie” in chiave (tre diesis) : la durata di quest’aria è di 144 battute, ovvero 3x3x4x4; e, naturalmente, 3+3+4+4 = 14! 

Il totale delle battute del Credo è 837 = 3(alla terza) x 31 (Trinità e unità). Ma con ogni probabilità ci sono molti altri messaggi in codice celati in questa composizione.

Avendo constatato come Bach fosse in grado di creare interi movimenti dal significativo numero di battute, non potrebbe egli aver applicato lo stesso criterio all’intera Messa in si minore?

Ebbene, sommando insieme le misure di tutta la composizione (270+770+837) il totale sarà 468, risultato di per sé affascinante, che ancora una volta cela al suo interno il numero bachiano.

Traduzione a cura di Pier Damiano Peretti.


 

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